News

7 Aprile 2015

I Vincitori della Lettura Portfolio 2015

Ecco i nomi dei vincitori del 4° Concorso Nazionale "Terre Medicee" dedicato ai portfolio fotografici nell'ambito di Seravezza Fotografia 2015, lettura portfolio del 21 e 22 marzo a cura di Carlo Ciappi e Marcello Ricci (docenti FIAF).

1° classificato: ANGELO BANI con il portfolio dal titolo "Circo nero" ed ex equo con "Art. 27 comma 3";

2° classificato: SILVIA TAMPUCCI con il portfolio dal titolo "Un sabato"; 

3° classificato: ANDREA TASCHIN con il portfolio dal titolo "Il futuro gettato".

Inoltre è stato segnalato il portfolio di FABIO CAPACCIOLI dal titolo "Lisboa".

Il primo premio è stato assegnato a ANGELO BANI autore di due portfolio meritevoli, ex aequo, di questo riconoscimento, i loro titoli sono: “Circo nero” e “Art.27 comma 3”.

La prima opera è una documentazione sull’attività della compagnia di spettacoli che porta questo nome le cui foto, in precisa e ben ponderata sequenza inteso per temporalità e cromatismo, rappresentano l’originale e imprevedibile spettacolo dove tutto è possibile, purché appartenga al trasgressivo. Il lavoro è ben fotografato tecnicamente nelle difficoltà palesi delle riprese fantasmagoriche per le cromie, intriganti per le scene mostrate, esaustive per la continuità del reportage.
“Art.27 comma 3” mostra con dovizia di particolari mai banali o retorici, quanto avviene nell’istituto penitenziario di Volterra e quanto avviene dentro quelle mura, compresi i metodi di recupero degli internati. Le riprese potrebbero vivere ognuna di vita propria essendo molto icastiche e puntuali, poste poi in sequenza formano un valore aggiunto al portfolio in virtù di un contenuto osservante il progetto pensato e voluto dall’Autore per offrire proprio quel preciso contenuto, la comunicazione importante per quel delicato argomento.

                                                "Art.27 comma 3"

 

La Costituzione della Repubblica Italiana, all’Articolo 27–comma 3 recita :

“ le pene non possono  consistere in trattamenti contrari  al  senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato “

In questo reportage , realizzato all’interno della Casa di reclusione di Volterra, ho cercato di mettere in evidenza come quanto sancito dalla nostra costituzione venga messo in pratica. Qui, i detenuti hanno la possibilità di studiare, per conseguire sia il diploma di scuola media inferiore che superiore. Possono lavorare in sartoria, in lavanderia o in cucina.  Oppure praticare  attività di svago come sport, musica, computer e biblioteca. Sono diventati famosi per le “Cene Galeotte “ dove, grazie al volontariato di alcuni chef famosi a livello nazionale, imparano ad allestire completamente una cena per 200 persone. Queste cene sono aperte al pubblico esterno, sponsorizzate interamente  dalla Coop che , oltre a fornire il materiale necessario , assume i detenuti come cuochi e camerieri , ed il ricavato è devoluto in beneficienza alla fondazione   “ Il Cuore si Scioglie “.                                                                                                                        Non ultima la “compagnia teatrale della fortezza “ , diretta dal regista Armando Punzo , che mette in scena spettacoli sia all’interno che all’esterno del carcere.  Spesso in tournee su tutto il territorio nazionale .                                                                                                               Da questa compagnia sono usciti attori che hanno recitato in film come  “ Gomorra “  tratto dal libro di Roberto Saviano  , regia Matteo Garrone ,premiato al festival di Cannes e col David di Donatello .E in  film come  “ Reality “, dello stesso regista,  premiato annch’esso a Cannes.

 Pur rimanendo una situazione molto delicata e molto difficile, grazie all’impegno di tutti, detenuti, agenti di polizia penitenziaria, direttrice e collaboratori esterni, si cerca di mettere in condizione i carcerati , una volta scontata la pena, di essere reinseriti nella società .

Angelo Bani, 2015

 

 

                                   “Circo Nero“

 

La compagnia “ Circo Nero “ , cerca di fondere l'antica arte circense con l'animazione da discoteca. Una prima introduzione  riassume bene lo spirito che anima questi artisti:

 

        Questo non è il circo triste degli animali in gabbia, e dalle unghie tagliate.

        Non è il circo meraviglioso che tiene a bocca aperta i bambini di tutto il mondo.

        E neppure quello struggente, dei clowns nani, che inciampano nella vita con le loro

        scarpe troppo grosse.

        Questo è il circo della musica e delle passioni che urlano dentro, 

        è il circo della notte, il circo nero.

 

Subito seguita da un altro brano, tratto dal film “ Freaks” del 1932 diretto da Ted Browning. Ambientato nel mondo del circo ed interpretato da “ veri fenomeni da baraccone “. Qui, il presentatore, introduce gli spettatori al circo dicendo :

 

        Signori io non vi ho mentito, avete visto con i vostri stessi occhi i mostri viventi 

        del nostro serraglio.

       Voi ne avete riso o provato ribrezzo, tuttavia, se lo avesse voluto la natura beffarda,

       anche voi potreste essere come loro.

       Non hanno chiesto loro di venire a questo mondo, eppure, sono qui, tra noi.

       Si riconoscono in un codice che nessuno ha mai scritto, offendete uno,

       e si sentiranno offesi tutti quanti.

       E ora, signore e signori, seguitemi, da questa parte.....

 

Questi due brani, vengono sempre letti all'inizio di ogni spettacolo, al momento dell'ingresso degli artisti sul palco, come presentazione di un mondo racchiuso in una tenda , dove  passioni e desideri si consumano , come nella vita, nel buio della notte, sotto le luci dei riflettori di un  tendone  battuto dal vento e riscaldato dal calore di umanità varia  e meravigliosa  nella  sua diversità,  

 

Gli animali sono sostituti da modelle che si vestono o si dipingono, nude, come animali feroci. Ci sono mangiatori di fuoco, trapezisti, saltimbanchi, c'è la donna cannone e l'uomo proiettile, nani, domatori, incantatori e contorsioniste, che invece di esibirsi nei loro numeri, “animano” la festa ballando insieme al pubblico. 

La banda del circo tradizionale è sostituita dal DJ, che alterna musica rock, commerciale e di tendenza. 

I clowns sono più ispirati a quelli dei romanzi di Stephen King che ai pagliacci classici. 

Il palco assomiglia un po' a quello di un teatro, o di un concerto, ed un po' a quello delle sfilate di moda. Nella pista centrale ballano gli spettatori, che vengono coinvolti  a  tal  punto  che s'immedesimano nei personaggi che hanno davanti, tanto da copiare il loro trucco ed i loro costumi.

C'è di tutto:  gli eccessi, il romanticismo, la decadenza , il sesso e l'erotismo, la stanchezza e l'eccitazione, la follia e la vergogna, il sorriso e la disperazione, le paure, i vizi, i dubbi e le debolezze.....Donne stupende ed indecise, e ragazzi stupendi ed indecisi....Folletti, cupidi, streghe e cenerentole....

E' il circo nero... Il circo della fantasia e della memoria, che non si vuole scordare di quel mondo, di quei personaggi, che ci hanno aiutato tutti, nei momenti più duri ,a staccarci per un momento dalla realtà e a vivere questa vita come in una fiaba... arrivando al mattino come in un sogno, leggero e piacevole, ma difficile da dimenticare.

 

 Angelo Bani, 2015

 

 

 SILVIA TAMPUCCI - 2° classificato: con il portfolio dal titolo: "Un sabato"

L’autore, mediante una sequenza strutturalmente corretta, ha saputo raccontare l’attesa della persona amata con chiarezza, sintesi e modalità tecnico-espressive molto personali ove si denotano segni evidenti di spontaneità e verismo, elementi, questi, che rendono il flusso comunicazionale fluente, piacevole ed attuale .

 

 

 

 

 ANDREA TASCHIN - 3° classificato: con il portfolio dal titolo: “IL FUTURO GETTATO” 

 

L’autore, con una sequenza contrassegnata da una comunicazione parossistica, ha saputo evidenziare, con forza e chiarezza, i segni di una condizione di degrado del territorio mediante rappresentazioni di particolare espressività  nelle quali i bambini, figli dell’autore stesso, sono interpreti eloquenti di una realtà con forti contrapposizioni ideologiche.

 

 
 
Inoltre è stato segnalato il portfolio di FABIO CAPACCIOLI dal titolo "Lisboa".
 
                     
 

 

riconoscimento M6/2018
design & developement © 2014 Artemysia Communication