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Dal 12 Febbraio 2017 al 17 Aprile 2017

Palazzo Mediceo Seravezza

"Il Dono" di Giorgia Fiorio

 

 

 

Seravezza Fotografia nella sua quattordicesima edizione dedica la mostra principale alla fotografa Giorgia Fiorio nelle sale di Palazzo Mediceo, Patrimonio Mondiale Unesco.
L' esposizione fotografica proposta da Fondazione di Venezia e curata da Denis Curti di Giorgia Fiorio: "Il Dono", sviluppa il tema della relazione tra l'individuo e il Sacro, le immagini tutte realizzate in pellicola bianco e nero su negativo medio formato e stampate dall'autrice sono state scattate tra il 2000 e il 2009 attraverso trentotto missioni in trenta diversi paesi, attraverso cinque continenti. Il progetto dell'esposizione e del libro è stato concepito e curato da Giorgia Fiorio in collaborazione con Gariel Bauret e ha ricevuto nel 2009 il patrocinio dell' UNESCO.

            

"Quale forza trascina le folle di pellegrini attraverso le più alte montagne e la sterminata vastità dei deserti? Che cosa hanno in comune coloro che levano le mani al cielo e coloro che battono la fronte al suolo? Perché alcuni nudi e altri coperti sino agli occhi, altri rasati, lustri come mandorle, o invece con i capelli lunghi ravvolti alle barbe dentro immensi turbanti? Chi abita i corpi trafitti dei flagellanti, chi le membra coperte di cenere, chi c’è sotto la pelle tatuata o dipinta d’intricati disegni, chi dietro le maschere, chi dentro il velo? L’estasi, la trance, la contemplazione, la meditazione, conducono a una percezione impronunciabile della morte, o a una realtà fisica dirompente?
Attraverso l’esperienza diretta, senza intenzioni enciclopediche, per nove anni ho seguito il cammino di un progetto fotografico, intorno a una ricerca personale: “il Dono”. Alle più remote origini del Credere, nei primi Testi sacri, come nella primigenia tradizione orale pagana,si svela una fitta trama di corrispondenze: rituali, gesti da sempre ripetuti, risonanze di un medesimo fremito dinanzi al mistero dell’esistenza. Sospeso sullo spazio tempo universale, un labirinto di percorsi s’interseca nella ricerca d’unisono fra l’identità esteriore dell’individuo e il sé profondo.
La storia del Credere, parallelamente a quella del linguaggio, traccia il cammino del genere umano. Il linguaggio e la scrittura raccontano quella sociale, relativa alla conoscenza, allo scambio e al confronto tra gli umani; le Credenze segnano alle origini la storia interiore, immersa nel tessuto culturale di ogni individuo e in una personalissima percezione dell’ignoto: il Mistero, il Sacro, l’occulto, il passato ancestrale, il futuro intangibile, i cicli della Natura, gli Elementi, l’idea del Tempo, la dimensione dello Spazio e infine il senso dell’esistenza tutta, nella sua complessità.
Impronte di tracciati diversi convergono sino a sovrapporsi sull’orma della parola dono. Attraverso multiple variabili semantiche, dono è una delle parole più antiche del linguaggio. Nella sua qualità transitiva incarna principalmente due sensi: offrire/donare e ricevere, persino prendere. Ma la domanda è da sempre: “che cosa” offrire/ricevere. La finitezza dell’esistenza fisica sembra impigliarsi intorno all’evidenza del Mistero. La vita umana ricevuta quale grazia e offerta come tributo, sacrificio, consacrazione... Queste due “visioni prime” danno origine a diverse declinazioni d’interpretazione da una civiltà all’altra lungo la scia del tempo: al fondo di tutti gli interrogativi, ineludibile, la misura corporea della condizione umana segna ogni rituale. Da codificare nel gesto, disciplinare, reprimere, mortificare, purificare, onorare, adornare, denudare, possedere, liberare, il corpo – specificamente la “carne”, in quanto materia e nel contempo la “figura”, quale rappresentazione e paradigma dell’individuo – è il “portatore” paradossale della dimensione spirituale. Il messaggero tra la vita e la morte. Forse davvero, se l’anima è ombra, il corpo è ombra dell’ombra.
Il Dono è la vita, e poiché indissolubile da essa, anche la morte. Speranza promessa di altra vita oltre la vita e ancora altre vite oltre la propria, il cerchio conchiuso della ricevuta vita-grazia che genera altra vita. Poi è subito resa."
Giorgia Fiorio
Il Dono. 2000 - 2009

            


Giorgia Fiorio – (Torino 1967)

Artista-fotografa indipendente. Fondatrice e direttore artistico dal 2002 al 2013 di Reflexions Masterclass, seminario internazionale di fotografia contemporanea. 
I libri di Giorgia Fiorio sono stati pubblicati in: Francia da Editions Actes Sud; Italia da Marsilio Editore; Peliti Associati; Edizioni Contrasto; Motta Editore; Germania da Braus Edition; Grecia da Apeiron Photo; USA da Aperture. I suoi lavori sono stati pubblicati nelle riviste di 15 Paesi nel mondo. Le opere di GF sono state esposte tra gli altri a: Parisphoto, Carrousel du Louvre e Grand Palais Parigi, Francia; Triennale di Milano, Italia; C/O Berlin, Germania; Istituto Nazionale per la Grafica, Roma, Italia; Maison Européenne de la Photographie, Parigi, Francia; ai Rencontres d’Arles, Francia; Institute of Polytechnic di Tokyo, Giappone; Scuderie del Quirinale, Roma, Italia; Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Italia; Biennale di Venezia 2012 e 2015: Padiglione Italia e Museo Fortuny.

Giorgia Fiorio compie un percorso di ricerca intorno alla figura umana articolato attraverso venticinque anni in cinquantasei paesi di tutto il mondo. Dal 1990 al 1999 – il progetto Uomini sviluppa un'indagine di carattere documentario intorno alle comunità chiuse, maschili nella società occidentale.

Dal 2000 al 2009 il progetto Il Dono interroga la “relazione tra l’individuo e il Sacro” nei più antichi rituali dell'umanità. Nel 2009 il libro e la mostra di Giorgia Fiorio Il Dono ricevono il Patrocinio dell’UNESCO.

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