Eventi

Dal 24 Marzo 2017 al 17 Aprile 2017

Palazzo Civico Querceta

"Sur/Real" di Erika Zolli

Erika Zolli è una fotografa specializzata in Fine-art. Dopo la laurea in Filosofia, si è avvicinata alla fotografia come autodidatta. Attualmente vive e lavora a Milano. Tiene workshops di fotografia creativa in Italia e in Spagna. I suoi lavori sono stati menzionati in diverse riviste e quotidiani tra cui: L’Espresso, La Repubblica, Ansa, Il Fotografo, Fotografia Reflex, L’OEil de la Photographie etc. A maggio 2016 ha esposto il suo lavoro “Surreal Arabesque” durante l’undicesima edizione

del Milano Photo Festival, ha esposto le sue opere durante il 70° anniversario del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e a novembre 2016 ha partecipato a una collettiva “Learning to y” presso Torino Esposizioni. Sempre a novembre 2016 ha vinto il primo premio del concorso ‘My City’ organizzato dall’European Environment Agency e il premio T2gE Conference durante la conferenza Transition to the Green Economy (T2gE) svoltasi a Bratislava.

Erika Zolli è sempre stata attratta dalla potenzialità che ha la fotografia di condurre l’osservatore in un mondo di surreale poesia.
 Nelle sue foto vengono creati nuovi mondi, nuove realtà, al ne di mostrare e di esplorare quell’invisibile dimensione onirica che risiede nella mente umana. I suoi lavori sono un mixage di surrealismo e di delicatezza in cui i soggetti interagiscono direttamente con lo spazio circostante, creando un valore extrasensoriale e magico.

La mostra che qui proponiamo, intitolata “Sur/Real”, comprenderà i suoi due progetti più recenti: “Surreal Arabesque” e “Me at my best”.

                                       


 Il primo ruota attorno al concetto di “arabesque”, che signi ca contrapporre alla perfezione del “Bello ideale” la stravaganza dell’immaginario. In questa serie, immagini apparentemente normali, vengono arricchite da elementi surreali e ironici: molteplici mani che abbracciano alberi no all’estremità dei rami, un gatto in una teiere di ceramica, una donna distesa beatamente in una scatoletta di tonno etc.

Nel secondo progetto proposto invece, come si può intuire dal titolo, la fotografa gioca con se stessa creando una serie di autoritratti onirici. Immagini delicate caratterizzate da colori pastello mostrano al soggetto un nuovo codice visivo, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale, dove le leggi della logica vengono fermate per dare spazio a ciò che è illogico e impossibile. L’osservatore si troverà di fronte a metamorfosi in ori, bagni caldi in tazze da the, sublimazione del corpo e mimesi con l’ambiente circostante.

                       

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